E se fosse un’occlusione dentale scorretta a indebolire i nostri muscoli?

Data

15/05/2018

Autore

Carlo Bergo

La formazione è un aspetto fondamentale della nostra professione, per questo le riserviamo una quota importante del nostro tempo e delle nostre risorse. Per quanto assidua sia la nostra partecipazione, ogni incontro riesce sempre a darci qualche spunto di miglioramento.

Una delle associazioni che più di tutti ci permette di stare sempre al passo è l’AIOP, l’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica che, organizza sempre congressi di alto livello. L’ultimo al quale abbiamo partecipato è stato il  X Meeting del Mediterraneo: AIOP meets ICP che si è tenuto a Riccione, al Palazzo dei Congressi, il 13 e 14 aprile. In questo caso l’AIOP si è confrontata con l’International College of Prosthodontists, per trovare le “Strategie vincenti in protesi fissa”.

Sono stati due giorni intensi è fra tutti i temi discussi ne è spiccato uno di cui vorrei parlarvi: l’occlusione dentale.

Questo tema affascina me e Leonardo fin dai tempi dell’università. In quegli anni la Rai mandò in onda un servizio su Marco Simone, ai tempi attaccante in forza al Milan, il quale si infortunava spesso da un punto di vista muscolare.

L’aneddoto più curioso della vicenda riguardava però l’odontoiatria. Durante uno degli infortuni, infatti, Simone era stato da un dentista, un buon dentista, che, intervenendo sui denti con una semplice otturazione, aveva incredibilmente stabilizzato anche i danni di quell’incidente avuto sul campo da calcio. Com’è possibile?

In questo blog abbiamo già parlato di come la condizione della bocca influenzi lo stato di salute di tutto il nostro organismo, ma non è facile immaginare come possa agire anche sui nostri muscoli.

I contatti occlusali, cioè il modo in cui i denti dell’arcata superiore toccano quelli dell’arcata inferiore, influenzano la potenza dei nostri muscoli.

Lo abbiamo verificato noi stessi da studenti con un esercizio semplicissimo.
Se Leonardo, disteso su un tappetino, sollevava una gamba e io ho tentavo di fargliela distendere, questa operazione poteva risultare impossibile, poiché la potenza del quadricipite femorale è piuttosto importante. Lo stesso esercizio fatto interponendo tra i molari superiori e inferiori di Leonardo una sottile carta stagnola – quella della gomma da masticare, per intenderci – l’intervento sulla sua gamba diventava per me estremamente semplice, proprio perché lui non riusciva più a esprimere la stessa forza muscolare di prima.

Questo significa che un’occlusione dentale scorretta può limitare la forza dei nostri muscoli, e ciò impatta in maniera evidente soprattutto in chi pratica sport a livello agonistico.

Conoscere queste connessioni consente a noi dentisti di intervenire in maniera mirata su problematiche che in apparenza sembrano non c’entrare nulla con l’odontoiatria.
Un esempio? Se avvertite tensione, fastidio o dolore ruotando il capo, potrebbe trattarsi dell’effetto “collaterale” di un’occlusione scorretta. In questo caso una terapia con un bite potrebbe risolvere il problema. Sempre rimanendo in argomento, molti atleti professionisti utilizzano abitualmente un bite per che permette loro di esprimersi al meglio.

Non ci stanchiamo mai di ribadire che i denti non sono solo questione di estetica!

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