Data
15/12/2021
Autore
Leonardo Bergo
Fumo e i danni odontoiatrici causati: melanosi, problemi gengivali e cancro orale.
Ieri 14 Dicembre è stata presentata una monografia stilata dalle associazioni ATASIO, AIDI, UNID sui danni causati dal tabagismo a denti e cavo orale e sul ruolo centrale degli Igienisti dentali nella prevenzione di tali problematiche.
E’ noto che il vizio del fumo è una delle peggiori abitudini per la nostra salute che si possono acquisire nel tempo. Sigarette e tabacco creano molti danni anche ai denti ed al cavo orale. Il fumo è il fattore di rischio più̀ importante, dopo la placca, per l’insorgenza e la progressione della malattia parodontale.
Il fumo risulta responsabile di lesioni alla bocca come la leucoplachia (lesione tipica del cavo orale che può degenerare in neoplasia maligna ) e della candidosi orale, che nei forti fumatori può diventare cronica.
Ad oggi il legame tra fumo e carie non sembra essere confermato, appare invece evidente quello tra fumo e pigmentazione dei denti. Il deposito sui denti e sui tessuti mucosi orali dei prodotti dalla combustione della sigaretta provoca infatti la melanosi da fumo, che colpisce circa il 20% dei fumatori, con una intensità che varia a seconda della quantità di sigarette e dall’abitudine al fumo.
Per sensibilizzare i danni del tabagismo a denti e cavo orale l’AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani) ha sottolineato, grazie ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), come il fumo rappresenti una delle più grandi minacce per la salute e sia causa nota o probabile di circa 25 malattie, tra cui patologie polmonari croniche o bronco-pneumopatie ostruttive, cancro al polmone o altre forme di cancro, valvulopatie e cardiopatie.
In Europa ogni anno il fumo è causa di circa 700 mila decessi, mentre milioni di cittadini sono affetti da patologie correlate al fumo di sigaretta, tra cui malattie respiratorie, cardiopatie e cancro. In Italia, nelle condizioni di restrizioni delle libertà e di stress conseguenti alla pandemia, si è purtroppo registrato un aumento dei fumatori che ha raggiunto il 26,2% (circa 11,3 milioni), più di un milione di fumatori in più. Per incentivare la riduzione dei rischi legati al fumo le normative attualmente in vigore in Italia e in Europa che regolano la produzione, la vendita e l’acquisto impongono dei limiti nella pubblicizzazione e diffusione di sigarette e prodotti da fumo, divieti di consumo negli spazi e nelle aree pubbliche regolamentano gli ingredienti e le emissioni dei prodotti del tabacco, compresi quelli di nuova generazione come la sigaretta elettronica o i prodotti a tabacco riscaldato.
Per il dott. Domenico Tomassi, presidente UNID (Unione Nazionale Igienisti Dentali) la necessità di disciplinare, controllare e ridurre il consumo di fumo a livello mondiale nasce dalla sempre maggiore consapevolezza dell’associazione tra questo e la comparsa o l’aggravamento di molte patologie. Tra queste sono fortemente associate al fumo anche alcune del cavo orale, come il carcinoma orale, per il quale il fumo è tra i principali fattori di rischio di comparsa.. Diversi studi hanno dimostrato come anche la malattia parodontale, la leucoplachia, l’aggravamento della candidosi orale e la pigmentazione dei denti siano direttamente correlate al tabagismo .È compito dei professionisti che si occupano di odontoiatria aiutare e incoraggiare i pazienti nella loro battaglia contro il fumo, indicando le strategie possibili per migliorare la propria salute.
L’obiettivo primario da perseguire, in un’ottica di salute pubblica, è la disassuefazione totale dal fumo e dal consumo di altri prodotti del tabacco.
( Fonte : http://www.odontoiatria33.it/ )

