Laser e malattia parodontale: c’è chi dice no!

Data

11/07/2018

Autore

Carlo Bergo

Esistono due scuole di pensiero contrapposte sull’utilità del laser per il trattamento della malattia parodontale. C’è chi dice sia miracoloso e chi, come me, non ha riscontrato alcun effetto eclatante.

Quando io e Leonardo abbiamo acquistato il laser a diodo, oltre dieci anni fa, lo abbiamo fatto per le sue diverse applicazioni all’avanguardia in odontoiatria. Tra queste c’era la terapia non chirurgica della parodontite.
Come faccio sempre, quando ho una nuova tecnologia tra le mani, ho iniziato a sperimentare e a valutarne gli effettivi vantaggi. Inizialmente trattavo i pazienti bisognosi di una terapia parodontale sia in maniera tradizionale sia con il laser, dividendo l’arcata dentale a metà. Quello che ho potuto osservare è stato che gli effetti del laser non erano evidenti, anzi, erano semmai invisibili.

Per non sbilanciarci troppo diciamo che il laser nelle mie mani non ha evidenziato risultati superiori alla terapia tradizionale. Questo è il motivo per cui ho smesso di utilizzarlo per la cura della malattia parodontale.

Voci ben più autorevoli della mia si sono poi espresse a riguardo. Tra tutte, quella del presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, il Dott. Claudio Gatti. Il Presidente aveva rilasciato una dichiarazione all’Ansa che lamentava la scarsità di evidenza scientifica di chi sosteneva i risultati positivi ottenuti curando la parodontite con il laser.

Nell’intervista il Dott. Gatti sottolineava anzi che: “L’utilizzo del laser come unica terapia comporta risultati che solo in alcuni lavori sarebbero simili alla terapia classica ma con lo svantaggio di essere molto più costosa. Tutti gli studi fino ad oggi pubblicati concordano sul fatto che i benefici ottenuti non sono mai superiori alle procedure convenzionali e che il laser non determina nessun vantaggio aggiuntivo se usato in combinazione con la terapia convenzionale”. Queste osservazioni sono condivise dai massimi esperti mondiali. Alcune di queste sono state pubblicate sulle migliori riviste di Parodontologia e fanno parte delle linee guida internazionali per la cura della parodontite.

Il laser rimane comunque uno strumento prezioso per me e per Leonardo e lo impieghiamo ad esempio nella chirurgia dei tessuti molli, per alcune applicazioni in patologia orale. Insomma, la tecnologia di per sé è uno strumento, a noi sta la libertà di utilizzarla al meglio e sempre al fine di apportare vantaggio a noi in termini di tempo e qualità dei lavori e ai pazienti in termini di benefici per la salute!

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