Data
28/06/2018
Autore
Leonardo Bergo
Fin da quando mi sono laureato, più di vent’anni fa, ho sempre desiderato avere un microscopio.
Mi piaceva l’idea di andare oltre ciò che è visibile a occhio nudo per scoprire dettagli inediti. Lo trovavo affascinante, e anche necessario alla professione che stavo per intraprendere. In ciò che facciamo i dettagli non sono mai troppi, perché la salute non ammette rischi e un microscopio garantisce al dentista un campo visivo completo e quindi tutte le informazioni necessarie a lavorare con la massima precisione.
Si tratta di uno strumento molto utile in interventi di chirurgia e nelle cure conservative dei denti ma che diventa determinante in endodonzia, la disciplina che si occupa della polpa del dente. Quando la polpa si infiamma in maniera irreversibile, bisogna effettuare una terapia canalare (la cosiddetta “devitalizzazione”) facendo attenzione a individuare tutti i canali del dente.
Senza l’ausilio di strumenti di ingrandimento molto potenti, però, un dentista può individuare facilmente in un molare tre canali ma non può sapere con certezza di non averne tralasciati altri.
Per questo capita che un paziente arrivi nel nostro studio con un dente già trattato con terapia canalare ma ancora soggetto a infezioni e ascessi. Solitamente si tratta del primo molare superiore, un dente che a prima vista facilmente mostra 3 canali ma al microscopio – e solo al microscopio – facendo attenzione e cercando bene, si può vedere che i canali sono 4 e raramente anche 5 o più.
Noi dello Studio Bergo utilizziamo un microscopio con una capacità di ingrandimento fino a 36 volte: immaginate di puntarlo sulla vostra unghia e vederla ingrandita di trentasei volte. Vi ritrovereste improvvisamente dentro un mondo completamente diverso.
Movimenti lenti a occhio nudo si rivelano inaspettatamente veloci se visti attraverso la lente di un microscopio.
Usare il microscopio necessita di una curva di apprendimento: passare dalla visione a occhio nudo a un campo visivo fortemente ingrandito può generare un senso di disorientamento e affaticamento dell’operatore. Per questo l’utilizzo del microscopio necessita di preparazione ed esercizio (un vero e proprio training), così come gli altri apparecchi tecnologicamente avanzati – ad esempio il kinesiografo, che bisogna imparare a usare e a interpretare. Un dispendio di energie ampiamente ripagato dai risultati, tanto che a lungo andare ci si rende conto di non poter più fare a meno delle informazioni fornite da queste tecnologie.
Accanto al microscopio esistono ulteriori strumenti di ingrandimento come i Sistemi Ottici Ingrandenti: dagli occhiali indossati spesso dall’igienista dentale fino al caschetto, che sorregge lenti binoculari potenti ma meno complesse rispetto al microscopio, ad oggi un sistema di ingrandimento senza eguali.

