Sigarette elettroniche e carie

Data

22/12/2022

Autore

Leonardo Bergo

In uno studio trasversale, pubblicato sul Journal of the American Dental Association, gli autori hanno esaminato le cartelle cliniche di pazienti che si sono sottoposti alle cure presso la Tufts University School of Dental Medicine (USA) per valutare la relazione tra l’uso di sigarette elettroniche o vaporizzatori e il livello di rischio di carie.

Le sigarette elettroniche sono state introdotte nel mercato recentemente e pubblicizzate come meno nocive per la salute, nonché come un utile strumento per smettere di fumare.

In realtà, con il senno del poi, anche le sigarette elettroniche non sono poi così “salutari”, anzi: oltre al danno polmonare associato all’uso di questi prodotti altri distretti, come quello orale, ne possono subire conseguenze negative.

Lo “svapo” prevede l’utilizzo di un dispositivo elettronico che riscalda il liquido producendo un aerosol. Questo aerosol viene inalato e alcuni dei suoi componenti vanno ad aderire ai tessuti duri e molli della cavità orale. I liquidi da “svapo” contengono tipicamente una base, che include glicole propilenico e glicerina, nicotina e aromi vari.

È stato riscontrato che l’aerosol viscoso prodotto durante lo “svapo” non solo aumenta l’adesione microbica e la formazione di biofilm a livello orale, ma consente anche allo Streptococcus mutans di aderire più agevolmente allo smalto.

Gli aromi sono tipicamente composti da saccarosio, e i risultati di vari studi “in vitro” hanno dimostrato che ciò può aumentare sostanzialmente la formazione di biofilm, così come la demineralizzazione dello smalto e la formazione di carie.

Nel 2022 uno studio effettuato negli USA si è evidenziato che esiste un’associazione tra l’uso di sigarette elettroniche o vaporizzatori e il livello di rischio di carie; i pazienti che “svapano” hanno un rischio maggiore di sviluppare la carie.

Sarebbe ottimale che l’odontoiatra inserisca nel questionario anamnestico di routine domande sull’utilizzo delle sigarette elettroniche e che informi i propri pazienti che queste devono essere considerate fattori di rischio per la salute orale e che aumentano il rischio di carie.

( Fonte : https://www.odontoiatria33.it/ )

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